La Polizia Nazionale spagnola (Policía Nacional), in collaborazione con la Polizia municipale di Madrid, ha condotto all'alba del 17 settembre 2026 un'operazione su larga scala contro una rete di traffico di droga operante nella regione meridionale di Madrid e nella vicina provincia di Toledo, arrestando 19 persone e smantellando 16 immobili — i cosiddetticosiddetti «narcopisos», ovvero appartamenti adibiti allo spaccio — che l’organizzazione utilizzava come depositi e punti di vendita.
Le perquisizioni si sono concentrate nel quartiere di Villaverde a Madrid, dove si trovava la maggior parte dei 16 immobili oggetto dell’operazione, ma si sono estese anche ai quartieri di Vicálvaro e Latina all’interno della capitale, nonché ai comuni limitrofi, tra cui Pinto, Fuenlabrada, Leganés e Móstoles. L’operazione ha raggiunto anche la città di Seseña, appena oltre il confine regionale nella provincia di Toledo, a testimonianza dell’estensione geografica che la rete aveva sviluppato per le proprie attività di stoccaggio e distribuzione. All’alba gli agenti hanno fatto irruzione contemporaneamente in tutti gli immobili: una tattica che, secondo gli investigatori, viene utilizzata deliberatamente in operazioni di questa portata sia per sfruttare l’effetto sorpresa, sia per impedire ai sospettati di distruggere prove o sostanze stupefacenti una volta venuti a conoscenza delle perquisizioni in corso in altri indirizzi collegati alla rete.
Gli investigatori descrivono l’organizzazione come «un gruppo criminale perfettamente gerarchico e ben organizzato», con ruoli ben definiti assegnati ai diversi membri, che coprono lo stoccaggio, la lavorazione e la distribuzione di stupefacenti a livello di strada. Gli agenti hanno sequestrato circa 3 chilogrammi di cocaina e quasi 2 chilogrammi di eroina, oltre a circa 9 chilogrammi di sostanze di taglio utilizzate per adulterare la droga prima della vendita, nonché quantità di ketamina e di «tusi» — il cocktail sintetico rosa a base di cocaina che sta diventando sempre più comune nei sequestri effettuati in tutta la Spagna. Oltre agli stupefacenti, la polizia ha recuperato circa 70.000 euro in contanti, un revolver, un machete e una serie di attrezzature e accessori utilizzati per il confezionamento e la distribuzione della droga.
L’indagine che ha portato alle retate del 17 settembre è partita dalla Polizia Municipale di Madrid, che stava già indagando in modo indipendente su alcuni degli immobili successivamente inclusi nell’operazione, prima che il caso venisse elevato a indagine congiunta con la Polizia Nazionale, le cui risorse più ampie e la cui giurisdizione più estesa hanno permesso alle due forze di coordinare un’operazione più ampia, che ha coinvolto diversi distretti e province. Le autorità hanno sottolineato che questa collaborazione è stata fondamentale per il successo dell’operazione su vasta scala. Francisco Martín, delegato del Governo di Madrid — il massimo rappresentante dello Stato responsabile del coordinamento della politica di sicurezza nella regione — ha descritto l’azione come un «lavoro straordinario» da parte della Polizia Nazionale in quella che ha definito una «operazione spettacolare» contro il traffico di droga che affligge la regione.
Gli immobili oggetto dell’operazione fungevano da ciò che la polizia spagnola definisce comunemente “narcopisos”: appartamenti residenziali, spesso affittati o occupati con identità false o prese in prestito, che vengono trasformati in punti di vendita di droga attivi 24 ore su 24, spesso in edifici in cui altri residenti si lamentano da mesi o anni dei disagi, del rumore e del consumo di droga alla luce del sole associati al flusso costante di acquirenti. Le forze di polizia spagnole, in particolare a Madrid, hanno dato sempre più priorità a operazioni su larga scala e coordinate contro gruppi di tali immobili piuttosto che perseguirli singolarmente, partendo dal presupposto che smantellare l’intera infrastruttura di stoccaggio e distribuzione di una rete in un’unica azione simultanea infligga un danno più duraturo all’organizzazione rispetto a retate frammentarie che consentono al gruppo di trasferire le proprie operazioni in indirizzi vicini.
Delle 19 persone arrestate, la polizia ha dichiarato che le indagini proseguono e che il numero degli arresti e dei beni identificati potrebbe ancora aumentare man mano che gli agenti continuano ad analizzare il materiale sequestrato durante le perquisizioni, compresa la documentazione e le comunicazioni recuperate dagli appartamenti smantellati, nel tentativo di rintracciare le fonti di approvvigionamento e la struttura finanziaria del gruppo. Gli agenti hanno dichiarato che parte dell’obiettivo dell’operazione era proprio quello di stabilire «la portata logistica e finanziaria» dell’organizzazione, al di là della semplice rimozione della droga e del denaro contante rinvenuti il giorno delle perquisizioni — un’indicazione del fatto che, con il progredire delle indagini, potrebbero seguire ulteriori arresti, sequestri di beni o accuse legate al riciclaggio di denaro.
L'operazione si aggiunge a una serie di importanti interventi antidroga condotti dalle forze di polizia spagnole a Madrid e nei dintorni nel corso del mese di settembre 2026, e illustra la portata che le reti di distribuzione della droga nella cintura metropolitana meridionale della capitale — un’area in cui è da tempo documentata una concentrazione di «narcopisos» — sono riuscite a raggiungere, estendendosi su diversi comuni e, in questo caso, attraversando un confine regionale fino alla Castiglia-La Mancia. Gli investigatori affermano che il modello coordinato e basato su più immobili scoperto a Villaverde, Vicálvaro, Latina, Pinto, Fuenlabrada, Leganés, Móstoles e Seseña è sostanzialmente coerente con il modo in cui i gruppi di trafficanti più grandi e organizzati si sono adattati alla pressione poliziesca costante sui singoli «narcopisos», diversificando i propri punti di vendita su un’area geografica più ampia.