La polizia francese ha arrestato dodici uomini e sequestrato circa 150 armi da fuoco nel corso di un’operazione coordinata contro i Daltonlar, una rete criminale turca che, secondo gli investigatori, gestiva un traffico internazionale di armi contraffatte che si estendeva da Marsiglia a Parigi e attraversava diversi paesi europei.
L’operazione è culminata nel fine settimana del 10-11 settembre 2026, quando un’unità di polizia ha intercettato un furgone sull’autostrada che attraversa il dipartimento dell’Ain, nella Francia orientale. All’interno, gli agenti della Brigade de Recherche et d’Intervention (BRI) hanno rinvenuto circa 150 pistole riposte in sei borse sportive — una scoperta che ha innescato un’ondata di arresti coordinati in diversi dipartimenti francesi nei due giorni successivi. Al termine dell’operazione, dodici uomini, per lo più cittadini turchi, erano stati posti in stato di fermo.
Tra gli arrestati figurava Hasan S., noto con lo pseudonimo di “Haso”, un cittadino francese di origini turche che gli investigatori descrivono come la figura centrale e fondamentale dietro il traffico di armi contraffatte nell’area di Marsiglia. È stato fermato al casello autostradale di Arles, nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône, nel corso dello svolgimento dell’operazione più ampia. Hasan S. non era nuovo alle indagini della polizia: era già stato sottoposto a indagine giudiziaria a Marsiglia nel luglio 2025 per accuse separate relative alle armi, e gli investigatori lo avevano già identificato come persona di interesse legata alla rete dei Daltonlar ben prima dell’operazione di settembre. Durante il suo ultimo periodo di custodia cautelare, ha esercitato il diritto di rimanere in silenzio e si è rifiutato di rispondere alle domande degli investigatori.
Il caso a carico dell’organizzazione risale a prima delle perquisizioni di settembre. Gli investigatori francesi, operanti nell’ambito del Parquet National Anticriminalité Organisée (PNACO) — la procura nazionale creata appositamente per gestire i casi di criminalità organizzata — hanno avviato un’indagine preliminare nel giugno 2025 dopo aver ricevuto informazioni dalle autorità tedesche che indicavano l’attività di traffico transfrontaliero di armi da parte del gruppo. Tale indagine ha portato gli investigatori a installare dispositivi di sorveglianza sui veicoli dei presunti membri della rete e, entro luglio 2026, a scoprire quello che ritenevano fosse un complotto che prevedeva azioni violente collegate a un membro incarcerato della comunità turca, aumentando ulteriormente la priorità del caso.
I "Daltonlar" — un nome che, secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe preso dai fratelli Dalton dei fumetti, la banda di fuorilegge pasticcioni della serie western "Lucky Luke" — sono stati individuati dalle autorità francesi e tedesche come operanti non solo in Francia, ma anche in Germania, Belgio, Spagna e Italia. Oltre al traffico di armi, l’organizzazione è sospettata di essere coinvolta nel traffico di droga, nel contrabbando di sigarette, nell’estorsione e, secondo gli investigatori, in atti di violenza più gravi, tra cui omicidi commessi per conto di, o nell’ambito delle rivalità criminali del gruppo.
Tutti e dodici gli indagati arrestati nel corso dell’operazione sono stati condotti davanti a un giudice istruttore del tribunale di Parigi lunedì 14 settembre 2026. Durante gli interrogatori, gli uomini hanno negato all’unanimità qualsiasi affiliazione a un’organizzazione criminale, contestando la definizione data dai pubblici ministeri secondo cui i Daltonlar costituirebbero una banda strutturata piuttosto che una rete informale di individui. Il caso è stato formalmente avviato dinanzi alle autorità giudiziarie di Parigi, data la competenza della PNACO in materia di criminalità organizzata a livello nazionale, il che riflette la portata e la natura interregionale della rete di traffico smascherata.
L'indagine si è avvalsa della collaborazione tra diverse unità di polizia francesi — tra cui la BRI, PNACO e l’Office Central de Lutte contre le Crime Organisé (OCLCO) — e diverse direzioni zonali di polizia (DZPN) competenti per le diverse regioni in cui si trovavano gli indagati e gli elementi di prova, oltre che al costante scambio di informazioni con le forze dell’ordine tedesche, la cui segnalazione iniziale nel 2025 ha contribuito ad avviare l’indagine. L’ampiezza del coordinamento riflette il carattere sempre più transnazionale delle reti di traffico d’armi con cui le autorità francesi si trovano a confrontarsi, in cui le armi fabbricate o contrabbandate attraverso un paese vengono distribuite tramite cellule criminali sparse in diversi altri paesi.
Il sequestro di circa 150 armi da fuoco in un’unica operazione si colloca tra i più consistenti sequestri di armi segnalati dalla polizia francese nel 2026, e gli investigatori hanno affermato che tale scoperta sottolinea le preoccupazioni relative al volume di armi da fuoco contraffatte e modificate illegalmente che circolano attualmente attraverso i canali della criminalità organizzata nel mercato nero interno francese. Le autorità non hanno ancora reso nota la destinazione prevista né gli acquirenti delle armi sequestrate, sebbene la comprovata presenza del gruppo sia nella regione parigina che a Marsiglia — due dei più grandi centri urbani della Francia e, nel caso di Marsiglia, da tempo focolaio di violenza armata legata alle bande e al traffico di droga — ha sollevato preoccupazioni sul potenziale utilizzo a valle di una scorta così ingente di armi da fuoco, qualora non fosse stata intercettata.
Le indagini sulla struttura generale, sui finanziamenti e sui legami internazionali di Daltonlar proseguono; gli investigatori francesi dovrebbero procedere a ulteriori arresti e rafforzare la collaborazione con le controparti in Germania, Belgio, Spagna e Italia, nell’ambito degli sforzi volti a delineare la portata complessiva delle operazioni transnazionali della rete.