Il 15 settembre 2026, la procura e la polizia di Berlino hanno perquisito l’abitazione di un dipendente 48enne di Kristin Brinker, capolista dell’AfD a Berlino, nel quartiere di Lichterfelde, a seguito di sospetti di violazioni delle leggi tedesche sulle armi e sugli esplosivi. Il dipendente lavora presso l’ufficio elettorale di Brinker a Reinickendorf.
Gli investigatori hanno affermato che la perquisizione non ha portato al rinvenimento di armi o esplosivi. Sono stati tuttavia sequestrati altri oggetti – tra cui sostanze stupefacenti e cimeli dell’epoca nazista – che sono stati sottoposti ad analisi forensi per stabilire se siano rilevanti ai fini penali.
La Brinker ha dichiarato al quotidiano “Bild” di non aver “mai avuto alcun indizio” che il suo dipendente nutrisse tali opinioni, descrivendolo come “semplicemente un collezionista” che frequentava i mercatini delle pulci. Il portavoce dell’AfD Ronald Gläser ha definito la questione una faccenda privata e ha affermato che il partito attenderà i risultati dell’indagine. Il candidato dei Verdi Werner Graf ha criticato la risposta e ha rinnovato l’appello affinché il governo classifichi formalmente l’AfD di Berlino come partito illegale e valuti l’avvio di un procedimento per il suo divieto.
La perquisizione è avvenuta cinque giorni prima delle elezioni del 20 settembre per il Parlamento regionale di Berlino, in cui l’AfD berlinese risultava in forte ascesa nei sondaggi. L’indagine è ancora in corso e non è stata formulata alcuna accusa.
Fonti: articoli pubblicati su Tagesspiegel, Bild e t-online.de, 15 settembre 2026. Non è stato individuato alcun comunicato stampa specifico da parte della polizia o della procura in merito a questa perquisizione.